Pillole della nostra Tunisia…

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Tour dell’isola….Djerba per tutti….

Non vi fate ingannare dalla poverta’ apparente di Djerba….in realtà’ tutto intorno all’isola vi e’ un brulicare di siti e cose interessanti da andare a vedere…

Cominciamo con il Ponte romano che e’ semplicemente il ponte che collega Djerba alla Tunisia….un ponte costruito in epoca romana lungo circa 6 km.

Dal punto di vista naturalistico cio’ che rimane impresso dell’isola di Djerba (che e’ una piccola isola per noi…ma rimane la più grande isola del Nord Africa)…..e’ senza dubbio il mare cristallino…il cielo e’ molto azzurro….un azzurro intenso e dicono che in nessun posto del mondo si trova un cielo così.

Passiamo al museo di Guellala che racchiude tutto il folklore locale, tradizioni e momenti di vita quotidiana, dalle attività tradizionali locali come la pesca, la lavorazione della ceramica vero punto di forza del luogo ( c’e’ la possibilita’ di vedere un vasaio al lavoro), la produzione di olio, la filatura e la tintura. All’interno del museo tanti momenti di vita quotidiana ma soprattutto il rito nuziale tipico di Djerba.

Questo museo illustra la storia millenaria di quest’isola, le tradizioni, i costumi popolari rimasti quasi immutati fin dall’epoca di Ulisse….la vera essenza consiste nella semplicità e naturalezza con cui vengono esposti i temi che vengono tenuti di così poco conto.

Continuiamo il nostro tour con la visita alla sinagoga di Ghirba…la più grande del Mediterraneo  e allo stesso tempo una delle più antiche ( risale circa al VI secolo a.m. )

La presenza all’interno  di numerosi oggetti religiosi e cilindri  d’argento ci danno conferma della presenza , in passato, di un’antica comunità ebraica.

Dicono anche che sia la sinagoga più antica del mondo. Non solo, ma alcuni sostengono addirittura che contenga alcuni elementi dell’antico tempio di Gerusalemme, poi distrutto. Nella sinagoga, inoltre, è custodito un antichissimo esemplare della Torah scritta su pelle di gazzella che sarà, appunto, portato in processione.

Il nome della sinagoga? El Ghriba. Si trova a Hara Sghira (piccolo quartiere) a pochi chilometri dal centro di Houmt Souk, la città più importante dell’isola di Djerba. E’ uno dei luoghi più sacri del mondo ebraico.

In questo luogo, accanto alla sinagoga, c’è una delle ultime comunità ebraiche viventi del mondo arabo composta da alcune centinaia di persone. Questo luogo è anche conosciuto con il nome di Dighet, nome berbero, che significa porta.

Accanto alla sinagoga c’è una struttura, o meglio un’antico caravanserraglio, che è aperto per dare ospitalità ai rabbini che ne fanno richiesta e che diventa anche centro di aggregazione e di manifestazioni ludiche.

Splendida la visione del cortile centrale, nei colori bianco accecante dovuto al Sole e all’azzurro del cielo e dei colori delle pareti. Pensare alle piazze di De Chirico diventa logico e scontato.

Cosa significa El Ghriba? Sembra che significhi letteralmente “la straniera misteriosa”. Come ogni sinagoga o monumento che si rispetti, il nome tra origine da una storia o da una leggenda. Nel nostro caso la leggenda coinvolge una bella ragazza che abitava in questo villaggio. Ragazza molto bella e virtuosa, ma solitaria per sua scelta.

Questo suo comportamento fece sì che la stessa fosse considerata dagli abitanti come una persona bizzarra, una straniera persino. Un giorno un fulmine colpì la sua capanna che prese fuoco. La giovane vi trovò la morte, anche se il fuoco, forse per un prodigio, risparmiò il suo corpo. Ecco: la Sinagoga sorgerebbe esattamente nel punto in cui la ragazza dormiva.

Nessun dubbio che El Ghriba sia delle ultime comunità ebraiche presenti mondo arabo. Per questo al pellegrinaggio partecipano ebrei provenienti dalla Libia, dalla Francia e da Israele.

Nel Magreb sono sei i Ghriba sparsi sul territorio; e come gli altri sono ubicati in un posto isolato. Quello di Djerba a a 500 metri una moschea e ad alcuni chilometri c’è una chiesa cattolica.

Lungo e complicato sarebbe descrivere l’attuale sinagoga, molto diversa per concezione dalle altre che ho avuto la ventura di visitare in mezzo mondo. Infatti, a differenza di altre sinagoghe della zona, quella di El Ghriba ha due sale interne.

La loro disposizione, i lampadari, i lucernari e quant’altro hanno tutto un preciso significato. Vi occorgerete, guardando il lato nord del palazzo, che evidenti sono state le modifiche apportate alla struttura rispetto alla pianta originaria. Manca, per esempio, l’ultima colonna sul lato est. O, forse, non è mai stata costruita.

Secondo la tradizione degli ebrei locali, infatti, la risposta è che tutto questo, soprattutto le mancanze, serve a ricordare la distruzione del tempo di Gerusalemme. Mi hanno anche informato che nessun edificio dovrebbe essere costruito, e se lo si fa mai deve essere perfetto. “Nulla è perfetto, eccetto la divinità”, affermano in coro i saggi.

All’interno i banchi sono disposti intorno alla Tevà. La Tevà, il luogo da cui il Chazzan recita le Tefilloth e il Qorè legge i passi biblici. Si trova in una posizione da rendere facile al pubblico di seguire le varie cerimonie. In verità nella sinagoga non ci è stato possibile ammirare e seguire poco o niente di religioso, salvo vedere qualche devoto o devota che recitavano, salmodiando, alcune preghiere.

Naturalmente all’interno si entra solo con la testa coperta, in omaggio alla tradizione ebraica. All’ingresso il custode, a chi ne era sprovvisto, prestava un foulard alle signore e una kippah agli uomini.

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I bazar…e la gente tunisina….alla scoperta di un popolo di grandi tradizioni

Siamo stati ad Houmt Souk ieri…..in giro per bazaar alla scoperta di un popolo che si sta rivelando sempre più di grandi tradizioni ma anche aperto e ospitale verso le culture straniere.

La cosa che sorprende andando a visitare questi posti e’ il grande senso di ospitalità che regna…..molti tunisini sono stati in Italia….hanno lavorato da noi….hanno lasciato ricordi e cuore nel nostro Paese…..

Se per caso capita di scambiare quattro chicchere con i locali si scopre la loro gentilezza…(iniziano tutti dicendo BENVENUTI IN TUNISIA)…parlano quasi correttamente l’italiano …questo a dimostrazione di una grande cultura e soprattutto di un’apertura naturale allo straniero che posseggono innatamente….non ci si sorprenda se parlano tranquillamente più lingue….l’arabo e il francese sono insegnate di base ma l’inglese e il tedesco sono anch’esse parlate correttamente.

Diventa un vero piacere per chi visita la Tunisia sentire il calore e l’accoglienza di questo popolo…consapevoli del loro ricco patrimonio storico il popolo tunisino mostra interesse genuino verso il viaggiatore e sano rispetto per gli altri mantenendo salde radici e tradizioni ferree….anche gli stessi commercianti pur essendo alle volte insistenti capiscono se hai un interesse reale verso l’acquisto dei loro oggetti.

Dico la verità …ho sempre sentito parlare di questi bazaar…chiusi e quasi soffocanti di merci, con quegli odori tipici speziati dell’Africa e delle sue popolazioni….ma passarci in mezzo e viverlo e’ stata un’esperienza unica….

Il popolo tunisino, inoltre pur essendo di religione mussulmana è un Paese aperto e tollerante; infatti le donne tunisine vestono abiti occidentali come jeans stretti o magliette ma indossando il velo che copre la testa ma non la faccia segno comunque che i giovani seppur avendo un atteggiamento occidentale non rinunciano alla loro tradizione religiosa.

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La struttura….FIESTA BEACH villaggio Alpitour…..

Scusate ma ieri ero così preso dalla novita’ di essere arrivato a Djerba che mi sono completamente lasciato andare alle emozioni del posto e a quello che provo…..allora iniziamo a descrivere la struttura dove saremo ospiti per una settimana…il FIESTA BEACH villaggio Alpitour……

http://www.fiesta-beach.com questo e’ il link ufficiale di questo villaggio che come detto alla referente stamattina mi ha subito colpito per la naturalezza con cui ci siamo inseriti…..(non e’ cosa sa poco credetemi)…….

Il FIESTA BEACH e’ situato sull’isola di Djerba.. e’ caratterizzato da bungalows bianchi numerati in un territorio di 5 ettari circa…inserito in uno dei siti più belli del Mediterraneo…..situato a circa 15 km da Houmt Souk….25 km dall’aereoporto e 10 minuti da Midoun…..

Mi sembra che le foto possano descrivere abbastanza bene il livello della struttura….cosa importante….il villaggio e’ stato riaperto e riproposto all’Italia dopo qualche anno di assenza dai cataloghi Alpitour…devo dire che anche grazie al fatto che siamo capitati in questo periodo a cavallo di Ferragosto la fauna italiana e’ quasi completamente assente…il villaggio e’ frequentato prevalentemente da francesi, inglesi e tedeschi….e con mia enorme soddisfazione qui regna la calma, l’educazione, il rispetto e il silenzio….e’ molto triste constatare l’educazione che regna fuori dal nostro Paese…..

 

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Ritorno alle origini

 




Si ritorna alle origini con il nostro bimbo…..quest’anno proviamo ad esplorare un’altra parte di mamma Africa….diciamo la parte più a nord….addirittura un’isola che sin dai primi attimi ci ha ricordato i profumi….gli occhi intensi della popolazione…..la fierezza e la bellezza di questo continente incredibile…..

Qui siamo a Djerba in Tunisia….in un ridente e assolutamente unico villaggio…il FIESTA BEACH….siamo arrivati oggi pomeriggio e ho avuto subito la sensazione di vivere attimi gia’ vissuti….emozioni e sapori gia’ gustati…..

Non fatevi ingannare….e’ un oasi in un deserto….qua tutt’intorno regna la poverta’ ma questa popolazione mi ha fatto immediatamente sentire una sensazione di giustizia e fierezza……tramite nostro figlio ci sentiamo quasi parte di questo popolo….questa e’ una cosa che a pelle non avevo mai provato….

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Tropea….la perla della Calabria

Inutile parlarne….per chi non c’è mai stato vale la foto……..una citta’ del Sud viva…vitale….sempre affollata….con un’altra spiaggia mozzafiato….una cittadina che ti fa venire in mente la vacanza…che ti fa vivere la vacanza in maniera unica e totale…. non voglio fare ulteriore pubblicità ma credetemi potersi sedere in una delle numerose gelaterie del loco e gustarsi un tartufo o una brioche con gelato o meglio una granita al latte di mandorle non ha prezzo.

E questo e’ il mio monello in versione calabrese…..beh sicuramente più vicino lui alle sue origini che noi a casa……questa e’ la via che conduce al mare….piena di negozi, di ceramiche, di prelibatezze culinarie e tutto ad un prezzo ( per il luogo) abbastanza modico.

E questa la posizione di Tropea a circa 35 km da Nicotera dove stiamo alloggiando.

La sua morfologia è particolare; si divide infatti in due parti: la parte superiore, dove si trova la maggior parte della popolazione e dove si svolge la vita quotidiana del paese, e una parte inferiore (chiamata “Marina”), che si trova a ridosso del mare e del porto di Tropea. Tra le altre zone periferiche, vi sono la località “Carmine” e la località “Campo” (divisa a sua volta in “Campo di sopra”, che è prevalentemente occupato da orti e campagne con qualche zona residenziale, e “Campo di Sotto”, dove hanno sede la locale caserma del Comando dei Carabinieri, l’Ospedale Civile e l’indirizzo Alberghiero e per la Ristorazione dell’IS Tropea).

La città, nella parte superiore, si presenta costruita su una roccia a picco sul mare, ad un’altezza s.l.m. che varia tra circa 50 metri nel punto più basso e 61 metri nel punto più alto. L’abitato storico era un tempo cinto di mura e incastellato su di un lato; vi si poteva accedere solo attraverso delle porte provviste di sistemi di difesa.

Nota località balneare, sorge su un alto promontorio di tufo, affacciato sul Mar Tirreno, nella costa occidentale della Calabria, in provincia di Vibo Valentia. Di notevole interesse è il centro storico della città, con molti palazzi nobiliari del XVIII e del XIX secolo, arroccati sulla rupe a strapiombo con la spiaggia sottostante.Interessanti sono i “portali” dei palazzi che rappresentavano le famiglie nobiliari; alcuni sono dotati di grosse cisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, che successivamente veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi ormeggiate sotto la rupe di Tropea. Simbolo della città è il Santuario di Santa Maria dell’Isola, che sorge su un promontorio di fronte alla cittadina.

Di notevole interesse è la Cattedrale di Maria Santissima di Romania, edificio del 1100, in stile romanico, contenente la sacra effigie della Madonna di Romania, protettrice della città. L’antico Convento della Pietà, sorto nel 1639.[8][7] Inoltre la città ospita il museo diocesano, contenente ori e argenti della cattedrale e parecchi manufatti di varie epoche. Presso la chiesa, negli antichi locali del Vescovato, è stato istituito un Museo Diocesano, con interessanti opere pittoriche, sculture e affreschi, manufatti e arredi. Recentemente, inoltre, è stata aperta la sezione archeologica. Di notevole interesse artistico la chiesa del Gesù sita nel centro storico e la chiesa dell’Annunziata del XVI secolo.

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Molochio….Parco nazionale dell’Aspromonte…..Gerace!

 



Avere degli amici!……ma soprattutto dei colleghi amici…..in questo caso colleghe!

Sapendo che eccezionalmente scendevo in Calabria…..la mia collega Nunzia originaria di Molochio mi ha invitato ad un tour turistico unico…..oltre che il suo paese mi avrebbe fatto visitare il Parco Nazionale dell’Aspromonte facendomi da cicerone e portandomi nell’unico punto d’Italia da cui si possono vedere il mar Tirreno e lo Jonio…finendo con un giro nella famosissima citta’ di Gerace.

Chiaramente non mi sono fatto scappare l’occasione!

Le prime immagini fanno riferimento al centro di Molochio piccolo paesino in mezzo all’Aspromonte ricco di bellezze naturalistiche.Si dice che uno dei primi insediamenti umani sia stato nell’eta’ magnogreca e non si fatica a crederlo perché comunque tutte le bellezze femminili che si possono notare in questi paesini portano inequivocabilmente una presenza greca.Dai monaci siciliani ai pirati islamici fini alla feudalita’ tipica dell’Ottocento qui la religione ha sempre giocato un ruolo di primaria importanza come dimostra il Santuario della Madonna di Lourdes eretto gia’ nel 1901. (Primo assoluto in Italia)

Il Parco Nazionale dell’Aspromonte e’ un’area naturale protetta all’interno della provincia di Reggio Calabria.Istituito nel 1989 e’ il sesto Parco istituito in Italia.

L’Aspromonte e’ un massiccio montuoso facente parte delle Alpi meridionali.

La morfologia del territorio è piuttosto frastagliata, fatta eccezione per la sommità, il cui profilo è addolcito dalla natura scistosa. Il complesso ha una forma conico-piramidale, con un rilievo centrale, il Montalto, di 1956 m, da cui si diramano più creste intervallate a valli profonde.

Il versante tirrenico è interessato da un sistema di faglie, in direzione nordest-sudovest, che interrompe i crinali determinando la formazione di quattro terrazze sviluppate a differenti altezze. Il versante ionico è invece caratterizzato da pendenze uniformi fino alla costa.

L’idrografia è caratterizzata dalle fiumare. Si tratta di corsi d’acqua brevi, a regime torrentizio, che scorrono su greti sassosi, a valle anche piuttosto larghi. La portata delle fiumare è alimentata dai deflussi superficiali dell’acqua piovana. Dato il regime pluviometrico, con piogge concentrate nel periodo invernale, questi torrenti scorrono impetuosi nel periodo invernale, formando ad alta quota suggestive cascate. Con la diminuzione delle precipitazioni, in primavera, la portata si riduce progressivamente fino ad esaurirsi del tutto, cosicché, nel periodo estivo e autunnale, le fiumare sono completamente in secca.


Questo selfie e’ stato scattato nel punto in cui si possono vedere i due mari….a sinistra lo Jonio e a destra il Tirreno…..semplicemente fantastico ed unico!

Gerace e’ un comune di circa 2600 anime che nel 2015 e’ stato dichiarato uno dei 20 borghi più belli d’Italia.

La cittadina, che conserva ancora oggi un’impostazione e un fascino medievale, si trova all’interno del Parco nazionale dell’Aspromonte. Il centro urbano, in particolare il borgo antico, è ricco di chiese, palazzi d’epoca e vani, un tempo abitazioni o botteghe, scavati direttamente nella roccia. Vi si possono ammirare il castello, la cattedrale, la chiesa di San Francesco, una serie di piccole chiese probabilmente di origine bizantina oltre a numerose costruzioni civili di varie epoche e stili architettonici.


Dalla sua posizione arroccata, Gerace gode di un’ampia e panoramica visuale su gran parte del territorio della Locride.

 

La città è posta su di una rupe, a 470 m. s. m., di arenarie mioceniche all’estremità sud-est del lungo tavolato che congiunge le Serre all’Aspromonte e dista circa 10 km dalla costa jonica. L’intero territorio comunale risulta suddiviso in cinque zone urbane:

Città alta
Castello
Borghetto
Borgo maggiore
Piana

La storia di Gerace è strettamente collegata a quella di Locri Epizephiri. Il nucleo abitativo, infatti, nonostante esistano tracce di frequentazione in epoca pre-greca, greca e romana, si sviluppa solo in seguito all’abbandono della città di Locri, avvenuto a partire dal VII secolo d.C., a causa del sempre maggiore pericolo piratesco e la sempre crescente insalubrità delle coste. A questo spostamento dei Locresi dall’antico sito costiero verso l’interno è strettamente collegato anche il nome della cittadina che, a dispetto delle leggende che vogliono che esso sia legato ad un leggendario sparviero, in greco Ièrax, Ιέραξ, che avrebbe guidato i Locresi, inseguiti dai Saraceni, verso la rocca, pare dipendere dal nome della Diocesi di Locri, dedicata a Santa Ciriaca (Aghia Kiriaki, Agia Ciriaci, Αγία Κυριακή in greco).

Che la cittadina fosse da sempre strettamente collegata alla cristianità appare evidente non solo dal fatto che sia stata spostata, in realtà, la sede della Diocesi locrese ma anche dalla presenza innumerevole di chiese e monasteri anche infra muros, che ha contribuito a identificare la rocca come una sorta di Monte Santo.

Per la sua particolare posizione, però, Gerace divenne ben presto un centro di importanza eccezionale nella Calabria Meridionale; la possibilità di controllare i traffici costieri, la sua particolare conformazione orografica che permetteva una naturale fortificazione, fece sì che divenisse oggetto di attenzione sia dell’Impero bizantino che del regno di Sicilia. La presenza congiunta di tali potenze fece sì che il centro resistesse a lungo agli attacchi degli Arabi, che mantenesse una certa autonomia rispetto ai Normanni e che fosse, in seguito, oggetto di attenzione per i dominatori non solo dell’Italia ma di tutto il Mediterraneo. Testimonianza di tale importanza ne è la grande ed eccezionale (per qualità), quantità di architetture ecclesiastiche e laiche, frutto di committenze imperiali (Cappellone di San Giuseppe nella Cattedrale certamente svevo), regali (si pensi agli interventi normanni nel Castello, nella Cattedrale e in altre chiese sparse all’interno delle mura o alla Chiesa di san Francesco, voluta da Carlo II d’Angiò nel 1294); principesche e feudali.

Tra gli edifici più importanti sono da ricordare:

Palazzo Grimaldi-Serra, sede del Comune.
Il Palazzo Migliaccio, posto in Piazza del Tocco,
Palazzo Candida, che mostra chiare vicinanze con modi e stilemi siciliani;
Il Palazzo Arcano, dotato di un imponente portale in pietra,
Il Palazzo De Balzo, munito di feritoie difensive,
La Casa Marvasi, sulla cui facciata si apre una caratteristica bifora catalana;
Palazzo Delfino (che ospita due finestre bifore di sapore catalano databili al pieno ‘400);
Palazzo Spanò che si svolge attorno ad uno dei più bei cortili spagnoli della città;
Palazzo Cacheopulo in piazza del Tocco;
Palazzo Parrotta
Ex Monastero di Sant’Anna, che si affaccia sulle Bombarde e guarda verso la costa.
All’interno dei vicoli si trovano numerosi archi a “volta a gistuni”, costruiti con una originale tecnica tipica del luogo. La tecnica consisteva nel costruire l’arco facendo una gettata di calce su una struttura di canne intrecciate, allo stesso modo con cui vengono intrecciati i tipici cestini, chiamati “gistuni”. Delle dodici porte che originariamente si aprivano sulle mura del nucleo storico del paese ne sono sopravvissute soltanto quattro: Porta dei vescovi o della Meridiana, prossima alla Cattedrale-Porta Santa Lucia-Porta Maggiore-Porta del sole. Di particolare importanza è lo spazio pubblico rappresentato da Piazza del Tocco sulla quale hanno affaccio alcuni palazzi nobiliari, tra i quali Palazzo Calcheopulo, Palazzo Migliaccio e Palazzo Macrì. Nell’antico borgo si trova anche un’antica fontana del 1606 con il relativo acquedotto.

In prossimità del centro abitato sono stati scoperti i resti di una necropoli che è testimone di tre diverse epoche. Gli scavi archeologici che l’hanno interessata hanno riportato alla luce ceramiche del IX secolo a.C., corredi locali e di importazione risalenti al VII secolo a.C. e varie suppellettili di origine greca e italiota risalenti al VII secolo a.C.


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